Gli anziani sentono la nostalgia della purezza e della bellezza  della Terra, per come era molti anni fa: incontaminata e libera.

Il nostro compito potrebbe essere quello di restituire ai nostri figli la terra, cosģ come i nostri nonni ce l’hanno consegnata. 

Gli indiani d’America ci insegnano ad instaurare con Lei un rapporto Sacro.

 

 Liberamus

(Testo : Luigi Marielli e Kaballą

Musica: Giuseppe Dettori e Roberto Scarpetta)

 

 

Liberamus

 

 

Liberiamo

 

Distese di fiori

Onde di colori

L’erba invocava la sua terra

 

Da ogni montagna

Fonte scaturiva

Per abbracciare il padre oceano

 

E la gente

Donava al tempo pił tempo

 

I vecchi hanno il dono

Della nostalgia

E custodiscono bellezza

 

Un’arpa lontana

Suono dell’oriente

Come dall’anima una voce

 

Est torrende

Tempus chi colet in su tempus

 

Liberamus

Undas ‘e luche in fora ‘e nois

E miramus

Sas dies de sas abbas

Liberamus

Sas dies 'e luche

 

Ai figli rimane

Sotto questa cenere

Ancora un fuoco di passione

 

Sa ‘oche, sa ‘oche

Semper deo l’intendo

Mater Ecclesiae de sa terra

 

Est torrende

Tempus chi colet in su tempus

 

 

 

 

Distese di fiori

Onde di colori

L’erba invocava la sua terra

 

Da ogni montagna

Fonte scaturiva

Per abbracciare il padre oceano

 

E la gente

Donava al tempo pił tempo

 

I vecchi hanno il dono

Della nostalgia

E custodiscono bellezza

 

Un’arpa lontana

Suono dell’oriente

Come dall’anima una voce

 

Sta tornando

Tempo che scorre nel tempo

  

Liberiamo

Onde di luce fuori di noi

E guardiamo

I giorni delle piogge

Liberiamo

I giorni di luce

 

Ai figli rimane

Sotto questa cenere

Ancora un fuoco di passione

 

La voce, la voce

Io la sento sempre

Mater Ecclesiae della terra

 

Sta tornando

Tempo che scorre nel tempo

 

 

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